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Parole e silenzi

Le parole contano.

L‘importanza di ogni parola è racchiusa nelle sillabe che la compongono. Una parola ha importanza in quanto parola. Quando una parola è unita ad altre parole per comporre frasi e discorsi, ecco che la sua valenza si moltiplica e acquisisce ulteriore valore e forza.

Se una parola, una frase o un discorso acquisiscono importanza e forza, subentra un terzo valore: l’impatto. Diretto, verso chi ascolta, e riflesso o di rimbombo, per chi quella parola, frase o discorso pronuncia.

C’è poi un altro elemento da considerare, ed è il mezzo. Il mezzo è una delle variabili che permette all’impatto di essere o meno massivo.

Parola – Importanza – Valore – Forza – Impatto – Mezzo

Altro notevole elemento è la qualità del pronunciato. Il concetto di qualità può essere valutato da un punto di vista oggettivo (struttura del discorso, capacità espositiva, etc…) o soggettivo. Tra le categorie soggettive, limitiamoci a considerare le due basiche “positiva” e “negativa” assumendo che entrambe qualifichino gli effetti o conseguenze sugli ascoltanti.

Prendiamo quindi l’incitamento all’odio, comprensivo di ogni sua declinazione. Possiamo dire, senza (forse) suscitare troppe contestazioni, che l’incitamento all’odio genera effetti negativi sulle categorie oggetto del rigurgito violento e sullo stesso produttore di odio – il climax è crescente.

Al contrario, la difesa di una categoria sarebbe da considerare, in sé, positiva in quanto volta alla tutela di chi a quella categoria appartiene.

Gli effetti positivi o negativi di espressioni pronunciate, per dire, da un politico hanno la capacità di incidere concretamente sulle esistenze dei cittadini che dovrebbe rappresentare. E per tale ragione, il politico (in sé mezzo privilegiato) dovrebbe calibrare bene il tono e la narrativa dei discorsi considerando l’impatto, la forza e l’importanza delle parole – e dei silenzi.

Un esercizio non da poco.

Un personaggio noto non ha la forza potenzialmente incidente (nel concreto) di un politico ma detiene una potenza comunicativa tale da raggiungere più persone e a un livello emozionale, intimo. Quando un personaggio noto si schiera pubblicamente lanciando un messaggio politico, le parole acquisiscono l’importanza svelante della verità.

A questo punto, porsi delle domande è più che lecito:

  1. Dovevamo aspettare la venuta di un personaggio noto perché si parlasse chiaramente e in prima serata delle sconcertanti e gravi parole di odio gratuitamente rivolte da membri del ‘Carroccio’ ai cittadini?
  2. Dovevamo aspettare la venuta di un personaggio noto perché si sbugiardasse apertamente il mal funzionamento di un sistema basato su beceri equilibri di potere?

E ancora:

  1. Può un organo di servizio pubblico, pagato dai contribuenti, essere ancora espressione di un sistema genuflesso alla spartizione di potere tra partiti?
  2. Può essere espressione di uno stato democratico il tentativo di limitare la libertà di espressione e parola di un suo cittadino?
  3. Può ancora un “politico” pronunciare un discorso di vero interesse politico-sociale?
  4. Può ancora un partito prendere una posizione seria, valevole e forte?

Le parole contano. E pure i silenzi.

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Immagine: Angry watcher – ItyArt