Chi?

Chi mi rappresenta?
Chi ti rappresenta?

La frutta fuori stagione
il gigolò incallito
l’elettrico in panne

Chi mi rappresenta?
Chi ti rappresenta?

Il ventennale nostalgico
le stelle cadute
“l’antisistema”

Chi mi rappresenta?
Chi ti rappresenta?

Venditori di fumo
abbaiatori di slogan
tiktoktisti dell’ultima ora

Chi rappresenta
le città cadute
le città inondate
le morti bianche
i senza nome
i senza denari
?

Chi contrasta
il lavoro nero
il lavoro assente
lo sfruttamento
il razzismo
i cimiteri dei non nati
l’aborto insicuro
la malasanità
le mafie, i segreti di stato
le mancate cittadinanze
i diritti non garantiti
l’indolenza, la prevaricazione?

Chi mi rappresenta?
Chi ti rappresenta?

Il v(u)oto al bianco/
alla protesta

Immagine: “Carnival”, acrilici su carta.

Cieli

Affascinano i cieli quando

i rosati incontrano gli azzurri e

i bianchi increspano la volta

 

Attonito lo sguardo insegue

il rimestare aereo, l’andirivieni piumato

le sagome lontane

 

Affascinano i cieli con le loro

vaste aperture, finestre

infinite su contenute sclere

 

Il terso giorno, la profonda

notte e quelle intermedie

fasi in cui né notte, né giorno

ma passaggio e schegge,

dell’uno e dell’altro, nell’uno

e nell’altro

 

Affascinano i cieli quando

il respiro insegue ed emula

il ritmo delle nubi

 

E si fa più denso, intenso

scuote lo spirito e rasserena

 

Immagine: “Schegge celesti” [acrilici e matite acquerellate su carta filigranata]

Aprilcoat - olio e acrilico su tela - ityart

Rondine

Aprilcoat - olio e acrilico su tela - ityart

Perché la rondine
cerca riparo nell’instabile?

Un muro mantiene
l’infida ritta posizione
di chi, incurante, sta
e non si flette

Non tende un braccio
o un ramo, non assicura
appoggio o riposo
eppure

imperterrita ancora
la rondine s’affanna

Una parete
Un filo
Alla calura

Immagine: Aprilcoat, dettaglio.

Pregiudizi

Quel che tu vedi di me
di noi, di altri
é quel che vedi o vedresti
per te stesso

Quel che supponi di me
di noi, di altri
é quel che fai
o faresti tu stesso

Quel che blateri di me
di noi, di altri
é quel che immagini  –
o immagineresti per te stesso

La non poi sottile differenza
é che sei altro da me,
da noi, da altri

e che fallace e pregiudizievole
é l’indice diritto di chi
compiaciuto sproloquia
col martello in pugno e
le sinapsi nel deretano

Immagine: “Ladygold” [acrilici su carpetta da ufficio]

On the rocks

dipinto-specchio d'acqua- scogli

Raccolto, uno specchio
accoglie ombre e
radici profonde

Quieto riflette nubi
e cieli e sagome e
alghe

Una salina pozzanghera
incolore, escludente
esclusa

Rocce delimitano e
isolano, svettano
e affondano

Lo specchio sta
e riflette

Immagine: “Salinità”, olio e acrilici su tela [2022]

Ignote rotte

Inconsapevoli nasciamo per navigare
ignote rotte

Trascinati, spinti, raccolti, racchiusi
da culle a navi a braccia o branchi
muoviamo senza posa

Disegni sconosciuti o libero arbitrio
entrambi o niente, su ignote rotte
navighiamo

Per noi stessi, per disegni altri
navighiamo

Su macerie, ombre roventi
alle radici delle città, lunghi i viali
dei ricordi, navighiamo

Sotto scheletri di metallo,
in trasparenza navighiamo

Ignote rotte, illusi
navighiamo

Immagine: “Flowing” [acrilico e olio su tela]

immagini-leporello

Immagini

immagini-leporello

Dondolano rovesciate le speranze
dei Mosè – oscillano tra canneti urlanti

L’acido pianto incede sulle braccia
delle madri e oscuri dardi accoglie
evanescendo

Fantasmi popolari appaiono
come ombre scivolano tra scheletri
di balena

Sagome sole tra solari
giacinti, stanno

inalano la quiete
sopportano il pianto
sognano balene

Il blu verdastro genitore
o tomba

Foto: “Immagini”, leporello – dettaglio. Tecnica mista. 

on-fire-ityart

On fire

Rossi e aranci
ardono i cieli
e di cenere tingono
le nubi…

Ci vorrebbe del blu o
coperte o veli

quei veli dipinti di
speranze e fiori
che scorrono come
fiumi

Ci vorrebbero 1000 e più
fiati a soffiare sugli
edifici-candela e 1000 e più
applausi ad accompagnarli

Ci vorrebbe una luce sommessa,
delicata come il primo
sole del mattino a rischiarare
terre e guance
rigate

Ci vorrebbe una farfalla sulla
punta del naso, uno schizzo
d’acqua sul viso, l’odore
avvolgente del pane sfornato
e il canto dei grilli prima che fa sera

Ci vorrebbe del verde e del blu
e un rosso
che non bruci

 

Immagine: “On fire” [tecnica mista su tela, 20×30]
Si consiglia di leggere ascoltando Ludovico Einaudi, “Wind song”

Ipocrisie apicali

Ipocrisie apicali
|potere all’economia|
|potere “all’informazione”|
|potere al potere|

manipolano idee e sentimenti,
propensioni e preoccupazioni.

“Cordoglio” a comando su autoscatti e monumenti
“celebra” vicinanze umane particolari
alimenta incubi e timori per geografie vicine
– anch’esse particolari

Perché si sa:
ci sono popoli e Popoli,
misure e Misure,
accoglienze e… Accoglienze

Le sofferenze di oggi,
come quelle di ieri,
sono sempre le stesse e
mentre il fuoco arde
nel “cuore” dell’Occidente,
altri fuochi continuano
a distruggere con furia
il mondo Altro.

Ma si sa:
ci sono popoli e Popoli,
misure e Misure,
accoglienze e Accoglienze.

🎨 Gaza [2017, non disponibile]

Deriva

Per di qua
indica il saggio
e la fenice arde lo spazio,
purifica l’aria – fendente dopo fendente.

Per di qua
indica il saggio
e in moto opposto l’alata amica
scalza e riordina gli squilibri del creato.

Per di qua
indica il saggio
mentre i marci resti di riottosi mondi
s’accalcano alla destra del quadro.

Per di qua
e i cinque alla deriva
brancolano.

Per di qua
e i bipedi
s’affannano.

Per di qua.

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Immagine: Into the woods [acrilici su carta]