Deriva

Per di qua
indica il saggio
e la fenice arde lo spazio,
purifica l’aria – fendente dopo fendente.

Per di qua
indica il saggio
e in moto opposto l’alata amica
scalza e riordina gli squilibri del creato.

Per di qua
indica il saggio
mentre i marci resti di riottosi mondi
s’accalcano alla destra del quadro.

Per di qua
e i cinque alla deriva
brancolano.

Per di qua
e i bipedi
s’affannano.

Per di qua.

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Immagine: Into the woods [acrilici su carta]

Teneramente

Il rotolare del ciottolame
lo scrosciare dei passi
a occhi chiusi e visi sospesi

sono voce mielata, burro caldo
su toast fragranti

Teneramente

Una foglia tra i palmi,
una coda che batte

sono cuore colmo e
spalle a farfalla

Teneramente

Una luce soffusa,
l’azzurro marino
il controcanto celeste

sono respiro profondo e
vivi sorrisi

Teneramente

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Immagine: Jazz-Night 5 (digital painting) – ItyArt
Per raggiungere il mood adatto alla lettura, si consiglia di ascoltare Ella Fitzgerald e Louis Armstrong.

Notturno

Dai boschi, quando cala la notte,
i rossi e i verdi incantano i viandanti.

I solchi nel fango sono ora le ombre
dei morti.

Cosa faranno della loro preziosa compagnia,
le ombre, i passi…?

Quando cala la notte, nei boschi,
i rossi e i verdi intonano legami
profondi, tentano le fedi.

Sullo sfondo, puoi sentirli ridere.
Nel profondo, riconosci la loro attesa.

Prendi la mano, allora, e cammina sotto
le luci brillanti, inoltrati nei verdi,
carezza i rossi.

Siamo i solchi che accompagnano le
anime perdute.

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Immagine: “Lucciola” (acrilici su carta assorbente, formato A4)

IN

Attiva il raggio:
risplendi
accogli, stordisci.

In questo santo giorno…
In questo giorno
santo è il cielo
il blu oceanico
santo il silenzio

santo

il suolo calpestato
il suono silente
rimbombante
giacente

santo il germoglio
e il ruvido ardire
santo il creato e l’assente
benedetti e santi, tutti, che
sia benedetto, che siate benedetti
che siamo.

Che?

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Testo :“In” da Ity
Immagine: “Lungo il fiume”, acrilico su carta (21×29)

Una bolla

Un giorno, una bolla si librò in aria.
Incurante dei venti cominciò a vagare.

Gradino dopo gradino, incontrò atomi di ossigeno
e pulviscolo stellare.

Si librava. Perfetta e liscia, tonda e luminescente.
Chiusa in se stessa eppur libera di sognare.

Raggiunse, un giorno, l’arcobaleno.
Duplice e intrecciato, indicava setoso le placide nuvole.

La bolla, inebriata dall’iridescenza, gioiva –
campanella a festa – e saliva, saliva, sempre più su.

Non si accorse, la bolla, che di gradino in gradino
e di contatto in contatto,
parti di sé eran rimaste indietro
a galleggiare.

E che lei,
di gradino in gradino e
di contatto in contatto,
diveniva sempre più piccola e sottile.

Finché un giorno sparì, ormai tutt’uno con le stelle.

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Immagine: “Tra le nuvole” –  © Ityart
Olio e acrilici su cartone da riciclo

graticola-acrilico su carta-ityart

MDC

Trovare l’angolo esatto,
il frammento di stoffa
ove il tondo comodamente poggia
e le parallele s’allineano
verticali e inclini alla genuflessione.

Trovare l’angolo
stare, resistere.
Resistere e scalpitare.
Resistere, scalpitare, stare.

Sogghignare nella stasi.
Una smorfia di supremo disinteresse.
Manifesto indifferente e opportunista.

Trovare l’angolo,
quello esatto
ove posare le terga
e sollevarle mai.

Incurante. Di tutto.
Indifferente. A tutti.

Una porzione minoritaria dettata dal caso.
“Chi ha due non gioca più” – diceva il saggio.

Minimi Denominatori Comuni eternamente ritornanti
a sfregio della collettività.

In barba al lutto.

Pretenziose, vanesie piume su rotolanti macerie.

Chi ha due non gioca più.

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Immagine:
“Graticola”, acrilici su carta, ago e dita – formato A4. © ityart

FQ: Crisi di Governo