Mariposa

Nel ciclo dell’eterno ritorno sei respiro e conforto

Sei il candore dello sguardo, la gioia d’un sorriso perenne

In te, fiori, fiumi e alberi svettanti

In te giunchi e liane

In te il moto andante, il sinuoso inclinare, il canto del gallo,

la vita tutta

Con te l’amore, per te il vento, il battito incessante

Tu sei, e sempre sarai bianca Mariposa

Phi

Compulsivamente
apparsa con più e
più moti -laterale-
basso-laterale-alto
discendente e
ancora, ancora
su bianco
in più varianti //
scorre il gesso
le dita
impiastricciate // una phi
un’altra ϕ ϕ ϕ ϕ ϕ ϕ
compulsivamente

 

Immagine: “Phi” [olio, acrilici, gessi, acquerelli su tela]

Cieli

Affascinano i cieli quando

i rosati incontrano gli azzurri e

i bianchi increspano la volta

 

Attonito lo sguardo insegue

il rimestare aereo, l’andirivieni piumato

le sagome lontane

 

Affascinano i cieli con le loro

vaste aperture, finestre

infinite su contenute sclere

 

Il terso giorno, la profonda

notte e quelle intermedie

fasi in cui né notte, né giorno

ma passaggio e schegge,

dell’uno e dell’altro, nell’uno

e nell’altro

 

Affascinano i cieli quando

il respiro insegue ed emula

il ritmo delle nubi

 

E si fa più denso, intenso

scuote lo spirito e rasserena

 

Immagine: “Schegge celesti” [acrilici e matite acquerellate su carta filigranata]

On the rocks

dipinto-specchio d'acqua- scogli

Raccolto, uno specchio
accoglie ombre e
radici profonde

Quieto riflette nubi
e cieli e sagome e
alghe

Una salina pozzanghera
incolore, escludente
esclusa

Rocce delimitano e
isolano, svettano
e affondano

Lo specchio sta
e riflette

Immagine: “Salinità”, olio e acrilici su tela [2022]

on-fire-ityart

On fire

Rossi e aranci
ardono i cieli
e di cenere tingono
le nubi…

Ci vorrebbe del blu o
coperte o veli

quei veli dipinti di
speranze e fiori
che scorrono come
fiumi

Ci vorrebbero 1000 e più
fiati a soffiare sugli
edifici-candela e 1000 e più
applausi ad accompagnarli

Ci vorrebbe una luce sommessa,
delicata come il primo
sole del mattino a rischiarare
terre e guance
rigate

Ci vorrebbe una farfalla sulla
punta del naso, uno schizzo
d’acqua sul viso, l’odore
avvolgente del pane sfornato
e il canto dei grilli prima che fa sera

Ci vorrebbe del verde e del blu
e un rosso
che non bruci

 

Immagine: “On fire” [tecnica mista su tela, 20×30]
Si consiglia di leggere ascoltando Ludovico Einaudi, “Wind song”

Attieniti al piano

Largamente stare
e più ancora sopravvivere
nel ristretto libero vicolo
con l’illusione di
con il pensiero di

!Nessun re, nessun sovrano!

Dà un’occhiata
prendi l’arma
esplodi nello sdegno

//Attieniti al piano
asseconda la marcia
attieniti al piano
suona la marcia//

Nel ristretto libero vicolo
le foglie sono larghe e gli
steli alti, la rosa spina
t’assopirà al tocco

//Attieniti al piano
asseconda la marcia
attieniti al piano
suona la marcia//

Un gioco di specchi
dove il riflesso è ombra
pensata, costruita, diluita

In frantumi, il vetro acquista
consistenza,
verità

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Immagine: “JN3” (digitale)

Un germoglio

Piccoli universi coesistenti
collidenti

Piccoli universi raccolti,
conchiusi

Nel nero, per l’azzurro

Il germogliare come atto
rinnovante dell’universo,
della parete, del loro insieme

Un germoglio è il braccio
che fuoriesce dal vuoto e
stirandosi sviluppa la sua celeste
propensione

Un germoglio è l’istinto
sopravvivente che prende forma
in atto, limpido e netto

Un germoglio come conferma
della complessità –
piccolo universo in un palmo,
tra pareti

Un germoglio – o più –
dal nero per l’azzurro

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Dipinto: “Natura morta”
[acrilici su carta]

Teneramente

Il rotolare del ciottolame
lo scrosciare dei passi
a occhi chiusi e visi sospesi

sono voce mielata, burro caldo
su toast fragranti

Teneramente

Una foglia tra i palmi,
una coda che batte

sono cuore colmo e
spalle a farfalla

Teneramente

Una luce soffusa,
l’azzurro marino
il controcanto celeste

sono respiro profondo e
vivi sorrisi

Teneramente

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Immagine: Jazz-Night 5 (digital painting) – ItyArt
Per raggiungere il mood adatto alla lettura, si consiglia di ascoltare Ella Fitzgerald e Louis Armstrong.

Ofelia

Mia cara sorella
sento il sale delle tue guance
e l’ardito battere nel petto

Mia cara amica
odo i passi tuoi veloci
e leggeri scivolare in corsa
per i verdi prati

Mia cara compagna
sento, ancora, il pulsare
feroce delle tempie tue
in ebollizione

Mia cara, carissima vicina
avverto lo scrosciare dell’acqua
e il tonfo sordo del corpo tuo
sprofondare tra i flutti

Mia cara e sempre carissima
chiaramente vedo e sento
le libellule ronzare su ninfee
e fiori che teneri incorniciano
il candore tuo virginale

Mia cara, infinitamente cara
orchidea, ormai fiore tra fiori,
accolgo il tuo profumo come emanazione
ultima della tua essenza.

Riposa e in pace fluttua
per noi, tutte.

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Dipinto: “Ofelia” [olio e acrilico su tela, 40×50] – ItyArt

Luce

Ciò che la notte cela
al giorno è canto
sommesso. Brivido
lento, respiro
interrotto.

Ciò che la notte cela al
giorno è lo sguardo socchiuso, il pensiero
velato, la parola taciuta, le
mani giunte.

Ciò che la notte cela al
giorno è ciò che il
Giorno promette alla
Notte: flebile bisbiglio,
Luce cheta al di là
del prorompente bagliore.

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Poesia: IX, tratta da “Righe fiumane (download gratuito silloge)
Immagine: Noi” (acrilici su tela, 50×60, non disponibile)